giovedì 6 maggio 2021

Ragguaglio sopra un maltrattatore di vecchiette


Due cattive notizie. La prima (attesa) riguarda me: sono stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamenti a mia madre. Se mi incontrate, potete chiamarmi “imputato”. La seconda (meno prevista) riguarda frottolieri, trucchisti e spargitori de faulas: nessuna richiesta, da parte dei miei legali, di sconti di pena, benefici di legge, riti abbreviati e lavori accelerati.

Chi si illudeva che tutto si sarebbe risolto con un altro Giudice che scartabella fascicoli e decide in solitudine, si disinganni. Sarà Processo Vero, esame incrociato dei testi, analisi logica dei fatti, contestazione puntuale delle incoerenze, audizione di nuovi testi. Tutti coloro che hanno disinvoltamente parlato e straparlato, dovranno tornare a parlare senza straparlare: questa volta, di fronte, non avranno soltanto un sottufficiale della Benemerita che verbalizza al pc. La prima Udienza è fissata per il 15.12.21. Tra sette mesi. C’est la vie en Italie!

Ma in questo modo - direte Voi - la pena minima rimane “tre anni”, al di sopra del limite della condizionale e noi potremmo trovarci a dovere portare arance ad Uta. Niente paura amici: c’è l’Appello, la Cassazione, la Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo… Le arance le consegnerete all’infermiera della Casa di Riposo.

mercoledì 24 febbraio 2021

Madri, figli e amministrazioni di sostegno

 


La rivedrò ancora viva?

Mi chiamo Gigi Monello e sono un ex-insegnante di filosofia. Dopo 40 anni passati nella Scuola Pubblica, faccio ora, a tempo pieno, ciò che in passato facevo nel tempo libero: lo scrittore e l’editore. Nel WEB notizie su di me.

Dallo scorso 21 luglio vanto anche il titolo di indagato per maltrattamenti in famiglia (in danno di un genitore). Debbo questo onore all’ Amministratrice di sostegno di mia madre, un Avvocato cagliaritano che, di concerto con due miei stretti congiunti, ha sporto querela contro di me. Il caso giudiziario che mi vede protagonista, è talmente stupefacente –  e allarmante – che ho deciso di renderlo pubblico. È giusto che si sappia cosa può accadere, in Italia, ad imbattersi nella cosiddetta Amministrazione di sostegno.

Il citato Avvocato è stato nominato nell’ ottobre 2019 al fine di risolvere un conflitto tra me e una stretta congiunta circa la scelta della badante per mia madre. Dall’aprile del 2019 ella era tenacemente impegnata nel programma di ri-affidarla ad una operatrice da me allontanata per la sua durezza di carattere. Come figlio convivente avevo avuto modo di osservarla per anni, nelle 24 h; e quotidianamente ascoltavo le lamentele dell’assistita. L’insistenza della mia congiunta per un reintegro e la posizione di forza che le dava la delega sul conto pensione, hanno alla fine portato alla Amministrazione di sostegno.

A seguito della querela, il 21 luglio scorso sono stato “urgentemente” allontanato dalla abitazione in cui vivevo da 57 anni (celibe e proprietario di una mia abitazione, avevo continuato a convivere con i genitori), con assoluto divieto di avvicinamento alla “persona offesa”. Un rapporto affettivo durato un’intera vita è stato stroncato brutalmente; in pochi minuti; senza che si potesse neppure tentare di dare una spiegazione, una scusa. 
Il reato contestatomi (articolo 572 del C.P.) è cosa assai seria: prevede una pena minima di tre anni di detenzione. Insomma, sto in compagnia di quei signori che prendono a botte la moglie.

Per 158 lunghissimi giorni non l’ho né vista, né sentita; né ho saputo più nulla di lei. Come abbia reagito a questa improvvisa scomparsa, non lo so. So cosa ho passato io; cose difficili da mettere sulla carta.
Il 26 dicembre, in occasione del Natale, il Giudice mi ha concesso di vederla per un’ora, in presenza della badante da me licenziata (nel frattempo restaurata nel ruolo) e di un amico di famiglia. Con espressa disposizione, mi è stato fatto divieto anche solo di accennare alla vera causa della mia scomparsa; mia madre, le cui facoltà mentali sono indebolite ma non assenti, al momento è convinta che io l’abbia lasciata volontariamente. Cioè che sia divenuto freddo e indifferente e abbia smesso di amarla.

Intanto, il 30 dicembre il PM ha concluso le indagini preliminari e la parola, ora, passa al Giudice dell’Udienza Preliminare. I tempi? Impossibile dirlo; potrebbero passare 3, 4 mesi.

Dopo l’audizione dei testi a discarico, sulla base di un quadro dei fatti modificatosi a mio favore, i miei legali hanno, ai primi di febbraio, presentato istanza di revoca della misura cautelare, cioè del divieto di avvicinamento: questo avrebbe potuto permettermi – fermo restando il naturale corso della vicenda giudiziaria – di visitare periodicamente mamma; che, non l’ho ancora detto, va per i 99, e soffre di gravi patologie. Il Giudice delle Indagini Preliminari ha, però, rigettato l’istanza. A questo punto, la possibilità di non rivederla più viva, si fa sempre più consistente.

Prove schiaccianti?

Nella sua Ordinanza, il Giudice ha sostenuto che esiste a mio carico un “solido quadro probatorio”. Considerando quanti elementi dubbi si trovino sparsi negli atti di indagine, la formula stupisce non poco. Vediamo i principali:

 1) L’Amministratrice, che il 24 marzo 2020 mi querela indicandomi come persona pericolosa per la salute psico-fisica e “financo per la vita” dell’anziana, nei fatti lascia che mia madre resti sola con me per un’ora e mezza (nell’intervallo tra i turni delle badanti), dal lunedì al venerdì; e ciò sino al 21 luglio 2020.

2) Nella querela l’Ads mi accusa di avere disturbato il sonno di mia madre; ed aggiunge che ciò avveniva in concomitanza con “lamenti e grida” della stessa. Avrei dunque disturbato il sonno di una persona sveglia.

3) All’origine del dissesto delle finanze dell’assistita secondo l’Ads ci sono io (sono ostacolo all’assunzione di una badante convivente); a novembre 2020, la medesima comunica, però, che dei tre stretti congiunti tenuti a versare un contributo mensile, nei 10 mesi trascorsi due l’hanno fatto per 10 volte e uno per una sola volta. E ha la cortesia di precisare che quell’uno, non sono io.

4) La Querelante che a marzo mi accusa di impedire l’assunzione della badante unica, è la stessa persona che a dicembre 2019 riconosce che la beneficiaria ha bisogno di assistenza notte e giorno (il diuretico fa che si bagni spesso) e, addirittura, porta le badanti da due a tre. Ciò che a dicembre era impossibile, diviene realizzabile a marzo. Mistero.

5) Tre badanti testimoniano contro di me; delle tre, una è stata in prova in casa nostra per 14 giorni (mai operando la notte), mentre un’altra, sebbene mi descriva come fattore di disturbo, aggiunge che agisco “con spirito ed intenti protettivi” nei confronti di mamma.

6) Altre due badanti, sentite successivamente, ribaltano quanto detto dalle prime tre; una di esse ha svolto servizio per un mese, operando anche la notte; l’altra è stata in Casa Monello-Meli da metà 2015 sino al 13.3.20 (data del suo improvviso licenziamento). Entrambe parlano di rapporto d’amore tra me e mia madre; riferendo, tra le altre cose, che durante le mie assenze chiedeva sempre di me. Una delle due chiarisce poi il dettaglio delle presunte ingiurie a mia madre, udite da una vicina: erano invettive-sfoghi dati in sua presenza e rivolti alla stretta congiunta.

Se ora ci si ricorda, che il reato contestato è maltrattamenti in famiglia, cioè violenze, umiliazioni, prevaricazioni, vessazioni su un congiunto o un convivente, si converrà che il solido quadro probatorio dà nel surreale.

 

Come liberarcene?


Circa 15 giorni dopo la mia visita natalizia, la mia stretta congiunta si è premurata di inviare all’Amministratrice una “Lettera-Relazione”, con preghiera di farla pervenire al GIP. In essa, illustrando gli effetti (nel tempo) della mia presenza di un’ora accanto a mia madre, riferisce di difficoltà nel mangiare e nel bere, aumento dell’aggressività, scarsa propensione al dialogo, problemi di articolazione della parola, disturbi del sonno, incubi ed allucinazioni notturne. Tutto ciò a causa della mia incapacità nello scegliere le giuste modalità di conduzione di quel colloquio di un’ora.

La grave colpa nella scelta delle “modalità”? Aver ricordato a mamma una automobilina verde che le avevo regalato e che le piaceva tenere in mano; e una targa commemorativa dedicata ai meriti sul lavoro di suo marito. Nella “Relazione” viene anche suggerito un rimedio: se il Giudice vorrà, in futuro, ancora autorizzare l’incauto a visitare la persona offesa, lo affidi a mani esperte e assicuri la presenza di una Psicologa o di un’ Assistente sociale.

È giusto fare presente che il GIP ha fatto suo questo “allarme”, ponendolo tra le ragioni a favore del rigetto dell’istanza di cui sopra.

 

Domani?

Come già detto, ho potuto incontrarla per 1 h, il 26 dicembre; dopo 158 giorni di totale assenza (e 67 anni di convivenza ininterrotta; la mia età). Il Giudice mi ha consentito di non essere scortato dalla forza pubblica; ha ritenuto sufficiente la presenza della badante e di un amico di famiglia. Naturalmente è convinta che me ne sia andato di mia volontà. Abbiamo parlato di tante cose del passato vicino e lontano; quel passato che è la sua identità; la sua dignità. Pezzi della sua vita sono riaffiorati: una passeggiata serale di due estati fa, un impiegato della scuola dove ha insegnato, il nome dell’Istituto Magistrale frequentato da ragazza, in Sicilia. Quando sono andato via, alla mia promessa di tornare a trovarla ha replicato con un “Domani?”

 


Per meglio documentarsi sul mio caso:                                             Gigi Monello

Picciokkumalu.blog.spot
Post di settembre, ottobre,
novembre 2020

Contatti  gigimonello@tiscali.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 10 novembre 2020

GRAZIE


AVENDO AVUTO MODO DI CONOSCERNE L'INTEGRITÀ MORALE, CI DICHIARIAMO
INCREDULI DI FRONTE ALLE ACCUSE RIVOLTE AL PROFESSOR GIGI MONELLO E GLI ESPRIMIAMO LA NOSTRA MASSIMA SOLIDARIETà.


Nome

Cognome

Qualifica professionale


1) Emma

Calabresu

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

2) Anna Maria

Usala

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

3) Maria Antonietta

Pirastu

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

4) Laura

Todde

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

5) Paola

Todde

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

6) Nicoletta

Sanna

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

7) M. Cristina

Malagoli

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

8) Francesco Saverio

Palacios

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

9) Nicoletta

Sormani

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

10) Rita

Denti

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

11) Stefano

Vaccargiu

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

12) Carla

Uras

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

13) Giuseppe

Uselli

Collaboratore tecnico ”L.B. Alberti”

14) Anna Maria

Dessalvi

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

15) Francesca

Zucca

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

16) Nicoletta

Aste

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

17) Rosalba

Ferrai

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

18) Cinzia

Canè

Docente Liceo Scientifico "Pacinotti"

19) Antonio

Murgia

Ex docente Liceo Scientifico "Pacinotti"

20) Maria Rosa

Fantauzzi

Ex docente Liceo Classico "Dettori"

21) Caterina

Guiso

Ex docente Liceo Scientifico “Alberti”

22) Roberto

Manca

Maestro elementare/Precario di filosofia e storia sc.media superiore

23) Maria-Rosa

Loddo

Docente Liceo “B.R.Motzo" Quartu S.E

24) Angelo

Bertozzi

Docente Liceo Scientifico "Pacinotti"

25) Mauro

Gondoli

Docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

26) Michele

Zedda

Ricercatore Università di Cagliari

27) Teresa

Balzano

Ex docente Liceo Scientifico ”L.B. Alberti”

28) Pier Giorgio

Santoru

Ex impiegato MIUR

29) Mauro

Pilleri

Ex impiegato MIUR

30) Tore

Ximenes

Musicista

31) Stefania

Porcu

Psicologa Ats Sardegna

32) Rita

Rozzo

Ex impiegata INPS

33) Mariangela

Onni

Ex impiegata MIUR

34) Paola

Murru

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

35) Bruno

Tramaloni

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

36) Maria Giovanna

Fadda

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

37) Francesca

Palomba

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

38) Marina

Musiu

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

39) Gianna

Chessa

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

40) Giovanna

Cadeddu

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

41) Paolo

Bechere

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

42) Adriana

Cadoni

Docente Liceo Motzo Quartu S.E

43) Maurizio

Cocco

Docente IIS “Asproni” - Iglesias

44) Tullio

Frau

Ex Docente Istituto Tecnico Comm.le Carbonia

45) Gianni

Mereu

Ex Docente Istituto Tec. “Mameli-Calvino” Ca

47) Giorgio

Podda

Pittore e illustratore

48) Cesare

Dattena

Pittore e illustratore

49) Cecilia

Secci

Casalinga

50) Bruna

Muscas

Ex docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

51) Giusy

Milia

Docente Liceo Artistico Cagliari

52) Roberto

Serra

Docente formatore AIFOS

53) Mauro

Urpis

Radio-Oncologo – Ospedale S. Francesco - Nuoro

54) Maria Assunta

Melis

Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

55) Antonio

Marras

Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

56) Anna

Lovico-Megy

Ex Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

57) Agnese

Loi

Ex Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

58) Francesco

Onnis

Docente Istituto Professionale “Pertini” Ca

59) Alessandra

Manunza

Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

60) Antonello

Cabras

Ex Bancario

61) Marco

Deiosso

Imprenditore - “Nausdream”

62) Michele

Casu

Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

63) Anna

Zedda

Docente Istituto Tecnico “Azuni” Ca

64) Barbara

Lanero

Ex Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

65) Francesca

Toxiri

Ex Docente Liceo Scientifico “Alberti” Ca

66) Vito

Ibba

Ex impiegato FFS

67) Gabriella

Lanero

Ex Dirigente Scolastico