lunedì 6 luglio 2026

LASCIAR PERDERE





Mentre attendo (da 6 mesi) che l’Ufficio Gip del Tribunale di Cagliari fissi l’udienza relativa alla opposizione all’archiviazione della mia denuncia contro Debora Amarugi (vedi post precedente); e attendo altresì (qui i mesi sono 9) che il Consiglio di Disciplina dell’Avvocatura cagliaritana si pronunci circa il mio esposto contro il medesimo soggetto, in data 1.7. u.s., attraverso l’Avv. Michele Capano, ho depositato, in sede civile, atto di citazione per danni.

Riporto conclusioni e ricevuta dell’avvenuto deposito.

(…)

CITA

La Sig.ra AMARUGI DEBORA, nata a Grosseto il 01.07.1956 (C.F. MRGDBR56L41E202H), con domicilio digitale risultante dal Registro INI-PEC all’indirizzo *************************

a comparire innanzi al Tribunale di Cagliari, nella sua nota sede di Cagliari, all’udienza che si terrà il giorno 24/12/2026, con l’invito a costituirsi nel termine di settanta (70) giorni prima dell’udienza indicata, ai sensi e nelle forme di cui all’art. 166 c.p.c., con l’avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine comporterà le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c., che la difesa tecnica mediante avvocato è obbligatoria in tutti i giudizi davanti al Tribunale, fatta eccezione per i casi previsti dall’art. 86 c.p.c. o da leggi speciali, che la parte, sussistendone i presupposti di legge, può presentare istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e che, in caso di mancata costituzione, si procederà in sua legittima contumacia, per ivi sentir accogliere le seguenti


CONCLUSIONI

Tutto ciò premesso, il Sig. Pierluigi Monello, come sopra rappresentato e difeso, chiede che l’Ill.mo Tribunale adito voglia:

Accertare e dichiarare la responsabilità civile della convenuta Avv. Debora Amarugi ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c., per avere posto in essere condotte consistenti nella proposizione di denuncia e nella reiterazione di accuse consapevolmente false e diffamatorie ai danni dell’attore;

Per l’effetto, condannare la convenuta al risarcimento di tutti i danni subiti dall’attore, e in particolare:

- danno patrimoniale, quantificato in Euro 13.594,87 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia);

- danno non patrimoniale da lesione del rapporto familiare e affettivo, quantificato in Euro 246.393,00 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia, anche in via equitativa);

- danno alla reputazione personale e professionale, quantificato in Euro 11.750,00 – 23.498,00 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia, anche in via equitativa);

- condannare altresì la convenuta al risarcimento del maggior danno eventualmente accertato in corso di causa, anche in via equitativa ex art. 1226 c.c.;

Si dichiara che il valore della presente controversia è superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00, con conseguente obbligo di versamento del contributo unificato pari ad € 759,00


Preannuncio che in caso di esito a me favorevole, fatto salvo il recupero delle spese legali, devolverò in beneficenza quanto dovessi ricevere.

 



Durante questa lunga vicenda (si è superato il lustro), è successo che diversi amici e conoscenti abbiano fatto un commento divenuto per me canonico, “Io avrei lasciato perdere”. Volendo sotto-intendere un, “C’hai pensato bene? Spese, tempo, energia, stress, esiti incerti. È cosa di buon senso?”.
Ho sempre risposto loro che i prevaricatori a mezzo avventurosa frode, quando programmano le loro azioni, esattamente questo calcolano: il tuo “buon senso”.

 

sabato 7 febbraio 2026

Pericoloso, ma non troppo


 
Il 3 dicembre u.s. un PM del Tribunale di Cagliari mi ha avvisato di avere chiesto l'archiviazione della mia denuncia (110 pp. e 43 allegati) contro l'Avv. Debora Amarugi e soggetti collegati. Nelle motivazioni (2 pp.) il PM spiega che, chi mi ha denunciato non aveva consapevolezza della mia innocenza e, avendo agito in buona fede, non ha commesso calunnia.

Nessuna nuova indagine, nessuna ricerca di riscontri, neppure un vago accenno al principale elemento probatorio segnalato, cioè al fatto che, dopo averlo denunciato (25.3.20) chiedendone l'urgente allontanamento (è un pericolo financo per la vita di sua madre), l'Avvocatessa mantiene in vigore, nei 4 mesi successivi, un sistema di assistenza che prevede che per cinque giorni alla settimana l'anziana resti affidata - per un'ora e mezza - al solo figlio convivente; quello da allontanare. Non modifica, cioè, di una virgola i turni delle badanti, onde evitare il persistere di questo “buco”; e dorme placidissimi sonni sino al 21.7.20, quando un' Ordinanza del Tribunale le risolve l'impiccio.

Ora, delle due l'una: o l'allarme è vero, e allora non ci può essere l'affidamento; o l'affidamento c'è stato, e allora l'allarme è un “falso” (voluto e deliberato). Era possibile acquisire prove circa questa specifica circostanza?

Certamente sì:
1) esiste documentazione scritta, prodotta e firmata dall'Avvocato Amarugi, che ne prova la realtà.
2) l'audizione delle due menzionate badanti avrebbe potuto confermarla.

Come si possa affermare che nella condotta di chi mi denunciò, non ci sia stato dolo, è cosa che lascia stupiti. A meno che non si voglia pensare ad una... “pericolosità ad ore”.

Naturalmente questa vistosa illogicità (non è la sola) venne portata a conoscenza del PM che 5 anni fa indagò su di me (Memoria difensiva del settembre '20); e, ancora prima, segnalata al Tribunale del Riesame (Ricorso del luglio '20). Ma nessuno si incuriosì. Anzi. Rigettando, a febbraio '21, una istanza di revoca della misura cautelare, il Gip che l'aveva emessa, asserisce categorico: “(…) a carico del Monello esiste un solido quadro probatorio”.
Tanto solido che il 7.11.'23, il PM della quarta udienza (otto udienze, sette PM diversi), trovandosi di fronte i testi-chiave dell'accusa (due badanti), si alza e dice testualmente, “Non ho interesse ad interrogarle, consegno il fascicolo al Giudice”.
La prova si forma in aula nel contraddittorio tra le parti, affermano Codice e Costituzione. Abbiamo – parrebbe  il “processo all'americana”. Ma, per una volta che il quadro è talmente solido da permetterci di risparmiare tempo...
Il vuoto spinto del 7 novembre '23 non crea alcun imbarazzo al PM del 19 dicembre '24 (settima udienza), che infatti - a sua volta - si alza e recita la canonica formula, “Essendo stata raggiunta la prova della penale responsabilità dell'imputato, applicate le attenuanti generiche, si chiedono anni due di detenzione”.
A questo punto, il normalissimo uomo del bar stranisce; e avvezzo per natura a ragionare come la maggioranza dei mortali, si chiede, “Raggiunta quando?”.

Per chiudere, due domande; tanto lecite quanto semplici: chi era il PM che cinque anni fa indagò su di me, si convinse della mia colpevolezza, chiese che venissi separato da mia madre - nell'ultimo anno della sua esistenza -, giudicò irrilevante il buco temporale di cui sopra, ignorò il secondo fine (pressoché dichiarato) della nobile azione, non tenne conto delle testimonianze a mio favore (due altre badanti), e, infine, chiese e ottenne il mio rinvio a giudizio? Nicoletta Mari.
Chi è stato il PM che ha esaminato la mia denuncia contro Debora Amarugi, giudicato irrilevante la ricordata illogicità temporale, ritenuto in buona fede Avvocatessa e collegati e infine chiesto l'archiviazione della mia iniziativa? Nicoletta Mari.

Al gentile lettore trarre una conclusione.


PS: in data 22.12.25 il mio legale ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione.

domenica 30 novembre 2025

Il potere del Lysoform medical (ovvero, quando lo schifo è troppo grande)


 



Certo, esistono le coincidenze; gli scherzi della statistica. Tutto è statistica, avverte qualche fissato della scienza: gioco, combinazione, incastro; persino la vita sulla terra (dunque, noi) sarebbe una botta di fortuna; l'aggregarsi di fortunatissime coincidenze; talvolta impensabili: se, ad esempio, non ci fosse stato il mangiatore di comete Giove, chissà come sarebbe finita; chissà se sarebbe iniziata.

Venerdì scorso ho incontrato al bar un'amica; abbiamo parlato della mia storia tribunalizia e l'ho informata di un dettaglio che non conosceva: tre badanti avevano sottoscritto dichiarazioni “spontanee” (identiche) contro di me, allegate poi dalla Amministratrice di sostegno alla denuncia. Quando poi, però, le tre vennero sentite dai Carabinieri, una confermò; le altre due si tennero molto sul generico e una di loro – Elleffe – arrivò persino a dire che, sebbene il figlio fosse di “disturbo”, agiva “con spirito e intenti protettivi nei confronti dell'anziana madre”. Con l'amica, siamo dovuti arrivare alla medesima conclusione: quando lo schifo è troppo grande, scatta qualcosa; e la persona integra non riesce a non far passare qualcosa della verità.

Alle 11.30 ho lasciato l'amica e ho deciso di sbrigare una faccenduola domestica: non avendo trovato lysoform medical – sapete, quel disinfettante verde profumato – nel supermercato vicino, volevo provare più lontano. Primo market, nulla. Guardo l'orologio: ce ne è un altro a circa 500 m; sono solo cinque minuti; ci vado. Sto per attraversare per raggiungere l'ingresso, quando il destino bussa alla porta, “Signor Gigi!”. Una cinquantenne ben vestita, occhiali di marca, viso latino; sulle prime non capisco chi sia; istintivamente penso alla madre di qualche alunno, conosciuta ai colloqui. Ne sono passate in trent'anni di scuola karalitana... Poi guardo meglio; la scuola non c'entra, è Elleffe, molto dimagrita; la badante, quella dello “spirito protettivo”; è stata da noi per 16 mesi, gli ultimi due dei quali, senza me in casa. Questo incontro è tutto suo; ce l'avevo alle spalle: poteva tirare dritto. Parliamo per pochi minuti: “Sua madre la cercava ogni giorno. Il suo pensiero era sempre 'Gigi, Gigi'”. La ringrazio; due parole su sua figlia; ci salutiamo. Dunque, quello che avevo sempre immaginato, è avvenuto. Non entro nel market: rimando l'acquisto.

In una sua Relazione al Giudice tutelare, del 26/2/2021, l'Avvocato Debora Amarugi, vantandosi di avere “centrato l'obiettivo” della sua funzione di Amministratrice, così, a pag. 13, scrive, “Riferiscono infatti le badanti e la Sig.ra Maria Laura Monello che nella quotidianità la Sig.ra Meli non chiede notizie del figlio Pier Luigi (...)”.

C'è un posto ultra-mondano dove simili porcherie si pagano? Non lo sappiamo. E ci ha insegnato un pensatore tedesco di fine settecento - un finto-algido - che, come le giri e giri, questioni di questo tipo restano in bilico. Meglio rassegnarsi. Ciononostante, come dimostra quel, “Signor Gigi!” di Elleffe, pare che non sia necessario risolvere altissimi enigmi, per “sentire” un valore morale. Presentimento di qualcosa di “sacro”? Chissà.

Ma tu guarda la combinazione: avessero avuto disinfettante verde nel primo supermercato, non avrei incontrato Elleffe.

lunedì 15 settembre 2025

DEONTOLOGIA





Dopo la denuncia per calunnia e reati collegati, presentata il 21.7. u.s. alla Procura di Cagliari (vedi post precedente), oggi 15.9.25, tramite il mio legale Avv. Capano, ho, con circostanziato esposto (ne mostro la ricevuta), segnalato all'Ordine degli Avvocati di Cagliari la condotta posta in essere dall'Avv. Debora Amarugi tra ottobre 2019 e luglio 2021, nella sua qualità di Amministratrice di sostegno di mia Madre Concetta Meli.

All'Organo di disciplina dell'Avvocatura cagliaritana stabilire se l'Avvocato Amarugi ha - come io ritengo - o meno, recato una lesione all'onore della sua Categoria.
     

martedì 22 luglio 2025

Cinque anni dopo


Cadendo con troppa facilità nella trappola di un esposto in cui gli si rappresentava l'urgenza di un intervento diretto a proteggere mia Madre dal pericolo che io sarei stato per Lei, una PM e un GIP del Tribunale di Cagliari hanno, esattamente 5 anni fa, brutalmente troncato un importantissimo (e reciproco) legame affettivo, allontanandomi dalla casa di famiglia. 

Un coacervo caotico di accuse prive di rilievo penale, e solo diretto a far percepire l'anziana in uno stato di imminente pericolo dovuto alla presenza di un convivente pressoché seminfermo di mente, è stato preso sul serio, ignorando invece la sua coglibilissima strumentalità ad un secondo fine (la mia uscita come condizione per il rientro - regolarmente avvenuto - di una badante da me licenziata).

La sentenza che il 20.2.2025 mi ha assolto, non solo stabilisce che "il fatto non sussiste", ma - eloquentemente - richiama più volte l'esistenza di un forte conflitto tra fratelli e tra il sottoscritto e l'Amministratrice di sostegno.

A distanza di 5 anni da quella violenza subita, ho presentato (ne mostro la ricevuta) circostanziata querela per calunnia contro l'Avvocato Debora Amarugi; e, per concorso nello stesso reato, contro Maria Laura Monello, Sebastiano Monello e Olena Nikitiuk (badante). Alla Procura della Repubblica di Cagliari, la parola.

giovedì 20 febbraio 2025

La parola torni ai Magistrati


 

Il giorno 25.3.2020, nella piena consapevolezza di stare andando ad accusare un innocente, l'Avv. Debora Amarugi ha, nella sua qualità di Amministratore di sostegno, sporto denuncia contro di me per maltrattamenti verso mia madre. 
Presentandomi come un “pericolo per la vita” dell’amministrata, ha pertanto chiesto all' Autorità Giudiziaria di allontanarmi “in via d'urgenza” dalla casa di famiglia.

Sebbene le “prove” fossero costituite da una equivoca varietà di fatti nei quali riusciva problematico riconoscere un illecito penale (tanto che il Carabiniere delegato alle indagini relaziona alla Procura di non trovare condotte che integrino il reato), un PM e un Gip hanno dato credito alle accuse e, in data 21.7.2020, è stato disposto ed eseguito il mio allontanamento.

Durante l'Interrogatorio di garanzia, il citato Gip, in presenza dei due miei legali di allora, pronuncia le seguenti, testuali parole,

Certo, sono provvedimenti sgradevoli… non è detto che in futuro non si possa modificare...

Con ciò dando un presupposto logico alla supposizione che egli stesso non sia pienamente convinto della decisione presa (quale altra possibile interpretazione?).

La misura cautelare applicatami (pari a quella inflitta al marito violento giunto al terzo episodio di percosse alla moglie) ha crudelmente stroncato un rapporto affettivo durato un'intera vita (ero figlio celibe convivente), privando mia Madre della mia presenza proprio nell'ultimo anno della sua vita; cioè quando massimo era il bisogno di avere accanto un familiare (ho potuto incontrarla per 3 h e sotto vigilanza). Mia madre ha passato l'ultimo anno della sua esistenza in compagnia di due estranee, una delle quali da Lei detestata
Una memorabile brutalità.

Oggi, 20.2.2025, il Giudice del Dibattimento Antonella Useli Bacchitta, dopo tre anni e otto udienze, ha cancellato quanto imbastito dalla denunciante e avallato dagli Inquirenti tra marzo e luglio 2020, sentenziando che “il fatto non sussiste”.

Oggi posso meglio ribadire quanto più volte affermato, e cioè che l'Avvocato Amarugi ha mentito sapendo di mentire; e ha, attraverso le sue menzogne, attuato il piano - concordato con mia sorella Maria Laura e mio fratello Sebastiano - di reintegrare nel ruolo di badante convivente la sig.ra Maria Irene Pumarayme; una assistente scelta da mia sorella e da me successivamente licenziata per via delle persistenti doglianze di mia Madre, che ne lamentava la durezza di carattere. 
Per ben 18 volte, nelle carte delle indagini, l'auspicio di questo reintegro ricorre nelle parole dei tre accusatori.

Il pomeriggio del 21.7.2020 ho dovuto abbandonare - senza una parola di spiegazione - mia Madre. 

Mi sono chiesto (e ancora mi chiedo): che idea si sarà fatta della mia improvvisa scomparsa? Quali spiegazioni le saranno state date? Su istruzione, si suppone, del piccolo satrapo amministrante. Che spiegazione, nel suo intimo, si sarà data Lei? Un tradimento? Un raffreddamento? Un calcolo di convenienze? Cosa avrà pensato la notte del 21 luglio 2020, non vedendomi comparire per il consueto commiato notturno?

L’artefice dello sconcio appena narrato (e partners), verosimilmente immaginava che paura, vergogna ed economia, avrebbero prodotto il consueto risultato: oblio e silenzio.
Avrà memoria e clamore.

Ho dato mandato all'Avvocato Michele Capano di presentare denuncia contro Debora Amarugi per il reato di calunnia e di avviare una causa civile per il risarcimento del danno.

Per la seconda volta mi metto nelle mani della Magistratura cagliaritana. 
Per la seconda volta chiedo Verità e Giustizia.

 

                                                                                 Gigi Monello

 

 

venerdì 20 dicembre 2024

Lei, Lui, Noi (e il Maresciallo)


 

A Gesù Cristo riuscì una volta il miracolo di trasformare l'acqua in vino; alla Procura di Cagliari quello di trasformare gli accudimenti in maltrattamenti. Ma forse, qui, sarebbe meglio parlare di magia nera.

“Ritenuto che sia stata raggiunta la prova della penale responsabilità dell’imputato, si chiedono, riconosciute le attenuanti generiche, due anni di reclusione”. Così recita il PM in aula, giovedì 19 dicembre (sette udienze, sette PM differenti).

Certo fa un po’ sensazione, dopo 40 anni di onorato servizio nei Licei dello Stato, sentire associati proprio nome e cognome alla galera. Ma tant’è, il bello del mondo è la sua imprevedibilità (e qualche masochista aggiunge, “la sua incomprensibilità”). Un giorno dell’autunno 1940, Winston Churchill disse: “Per loro grande fortuna – altrimenti la vita sarebbe intollerabile – gli esseri umani non possono prevedere il corso degli eventi nel lungo termine”. Aveva ragione. Sebbene anche nel breve ci sarebbero conseguenze. Sapessimo in anticipo chi vince la partita, chi comprerebbe più biglietti per lo stadio?

Dopo il PM ha parlato per un’ora il mio avvocato, Michele Capano, del foro di Salerno (un po’ complicato, per un “locale”, affrontare rogne di questo genere). Il solido quadro probatorio di cui a febbraio 2021 parlava un GIP, a colpo d’occhio già a quel tempo scalcagnato, appare un affastellamento incoerente dei fatti più vari, spesso deformati o inventati. Chiarissimo emerge il secondo fine, la ri-assunzione della badante da me licenziata.

In Caserma, la cosa deve essere più che balenata. Per 18 volte i principali accusatori (Avvocatessa-Amministratrice denunciante e congiunti associati) ripetono che vorrebbero “far tornare Lei; e - qualora non si fosse capito - apertamente aggiungono che questo è impossibile “se c’è Lui. Il giovane Maresciallo dei Carabinieri delegato alle indagini, verosimilmente sente le sue narici “attinte” da distinta puzza di falso: strano questo attempato maltrattante che passa la notte sveglio chiedendo - quando la sente lamentarsi - il cambio del panno alla madre; curiosi questa denunciante e associati (non meno attempati) che ardentemente perorano la causa della licenziata. E così relaziona al PM, “Per quanto concerne il fattore vessazioni, violenze, prevaricazioni, imposizioni, si comunica che le persone escusse non hanno indicato particolari fatti degni di nota in quanto i comportamenti di Monello Pier Luigi si esplicitano nell’essere invasivo nei confronti del lavoro delle badanti e particolarmente ossessionato dal cambio del pannolone anche quindici volte a notte, così come riferito dai sommari informatori”. Riportati i pannoloni cambiati al meno spettacolare numero medio di sei a notte (tutti richiesti dalla “bagnata” sotto diuretico, a gran voce e ripetutamente), direi che il lineare Maresciallo lascia intendere che lui, nella sostanza, “nulla trova”. Ma, evidentemente, di magia nera nulla sa.

Il minimo della pena ex art. 572 c.p., ha detto il PM; che equivale a tre anni (il massimo è sette). Ma stante il fatto che sono avanti con gli anni, le “generiche” me le possono dare; dunque solo anni due; che significa che c’ho la condizionaleUna bontà che sono ben lungi dal meritare.

Ottava e ultima udienza fissata per il 20 febbraio 2025. Storia iniziata nel 2020. La fine? Imprevedibile.


                        

per una sintesi dei fatti:
https://www.youtube.com/watch?v=HNK2gI6EUkw

                                                                               gm

giovedì 12 dicembre 2024

Il dubbio irreparabile






Il prossimo 19 dicembre (Tribunale di Cagliari, h. 10,30), dopo tre anni e sette udienze, giungerà a conclusione il processo che mi vede imputato per il gravissimo e infamante reato di maltrattamenti in danno di mia madre. Come più volte ricordato, la vicenda ha preso le mosse dalla denuncia sporta contro di me dall'Avv. Debora Amarugi, per circa due anni Amministratrice di sostegno di mia Madre. Con questa denuncia – che ha determinato un provvedimento cautelare di allontanamento – l'Avv. Amarugi ha, con freddo e consapevole cinismo, fatto scempio del rapporto di profondo affetto che mi legava a mia Madre; e, nel contempo, privato la “beneficiaria” della vicinanza del figlio. 
Ovviamente tenuta all'oscuro della vera ragione della mia scomparsa, mia Madre è morta nel dubbio che io non le volessi più bene.

Confermo che, in caso di assoluzione, denuncerò per calunnia Debora Amarugi.

Ancora una volta faccio appello alla stampa locale perché voglia rompere il silenzio sin qui mantenuto intorno ad una vicenda per altro ormai largamente nota. Un silenzio che – duole dirlo – mi riesce difficile ritenere casuale.

Più in particolare, segnalo la fine del processo alla testata web Casteddu on line, che, a settembre '20 e maggio '22, ha dato due notizie-flash sul mio caso; rimanendo poi inattiva nel tempo successivo. Mi attendo che in caso di assoluzione voglia debitamente informare la pubblica opinione.


per una sintesi dei fatti:


gm

mercoledì 27 novembre 2024

Sovrani e sudditi





Il torto più grave del Sig. Lorenzo è il celibato; la sua scalogna più nera, dei vicini simpaticoni; la sua sfiga più surreale, vivere in uno Stato dove da vent'anni esiste quell' impagabile cosina chiamata Amministrazione di sostegno (Ads). 71 anni, pensionato, alle spalle una carriera di netturbino, il sig. Lorenzo non si sposa (capita), e dopo una lunga vita trascorsa con la madre in un paese sulle colline di Alessandria, ad un certo punto resta solo; niente moglie, figli o fratelli (capita anche questo). C'è però qualche "bene al sole": una dignitosa casetta con annesso pezzo di terra dove si dedica alla sua passione: il giardinaggio. Da due anni è sotto amministrazione di sostegno. Succede che i vicini confinanti lo segnalino come “persona problematica” ai servizi sociali del Comune, e che questi “girino” la pratica al Giudice tutelare (GT), che trova giusto nominare un avvocato che amministri. Scende la notte: una persona sino al giorno prima perfettamente libera, si ritrova incatenata. Del caso si è recentemente occupata una trasmissione mediaset, che ha fornito interessanti dettagli. Nel Decreto di nomina dell'Ads, il GT del Tribunale di Alessandria con tono sacramentale spiega di adottare il provvedimento avendo “(…) ritenuto che ricorrano i presupposti per la nomina di un Amministratore di sostegno a tempo indeterminato, dal momento che il beneficiario è nell'impossibilità di provvedere a se stesso e ai propri interessi a causa di deterioramento cognitivo e lieve demenza (...)”. Il giornalista mediaset incontra e fa parlare l'interessato: a sentirlo, nessun segno di perdita nelle facoltà mentali. A dicembre 2023, deciso a reagire e assistito da un legale, Lorenzo chiede alla sua Asl di venire sottoposto a perizia psichiatrica. Risultato: lucido, tranquillo, appaiono conservate attenzione, concentrazione e capacità di giudizio; unica segnalazione un disturbo dell'umore (cosa per capire la quale, basta guardare in TV un qualsiasi talk show). Sostanzialmente “nella norma”, dunque. Come usava dire anni fa un conduttore televisivo, "la domanda sorge spontanea": prima di nominare un 'tutore', il Giudice tutelare ha parlato con il Sig. Lorenzo? Si suppone, ovviamente, di sì. Ed ha, anche, per caso, disposto una perizia psichiatrica che certificasse il sopra citato deterioramento? Durante l'intero arco della trasmissione (una buona mezz'ora) non balena la benché minima traccia di un simile accertamento. Eppure è ragionevole pensare che, se fosse esistito, il reporter ne avrebbe parlato. Eppure nulla. Possibile? Possibile che un Giudice della Repubblica “marchi a fuoco” un suo concittadino con la qualifica di "soggetto incapace di provvedere a se stesso", sulla sola base di un colloquio, nel corso di un'udienza in tribunale? Colloquio nato da una segnalazione dei servizi sociali a loro volta messi in moto da dei vicini di casa? Stentiamo a crederlo. Eppure altri casi già noti, inducono a pensare che le cose possano essere andate così.

La pensione del sig. Lorenzo è di euro 1800 mensili; l'Avvocato amministrante gliene passa 500 al mese; non può acquistare abbigliamento, fare manutenzione all'automobile, programmare cure dentistiche. Zitto, muto, controllato e impacchettato. Come dominus assoluto, l'avvocato gestisce tutto: beni mobili e immobili. I servizi sociali (premurosi) ogni giorno gli portano a casa il pranzo (pagato con soldi suoi); il supplemento “consegna a domicilio” gli costa altri 170 euro mensili. Guida l'automobile, lavora il giardino, risponde con senso logico, dimostra proprietà di linguaggio, non ha limitazioni motorie, tesse amare riflessioni sulla sua disgrazia: viene il dubbio che spesa e pranzo potrebbe anche organizzarseli da solo. Il GT però ce lo rappresenta “nella impossibilità di provvedere a se stesso”. A supporto di questa tesi (per altro successivamente smentita dalla Asl) pare non vi sia, però, alcun parere tecnico. Ove le cose stessero esattamente nei termini descritti dal programma televisivo, sarebbe possibile ipotizzare una condotta negligente? Sembra di sì. 

Il giornalista naturalmente insiste; vuole sapere cos'ha condotto Lorenzo dentro questa trappola. E lui una sua ipotesi ce l'ha e la dice: la sua rovina sono stati i vicini; da sempre sono interessati ad acquistare il suo terreno.

Tanto per andare fuori tema, daremo ora brevi news circa Enrico Costa, deputato da anni impegnato sul fronte della riforma della Giustizia. Ha fatto due calcoli: in Italia dal 2010 ad oggi sono state intentate 815 cause contro lo Stato per ottenere il risarcimento del danno provocato dalla decisione sbagliata di un Giudice (salvo casi eccezionali, il magistrato non risponde di persona). Del totale, una parte si suppone sia stata dichiarata inammissibile, una parte archiviata e una ancora sotto esame; sono arrivate a sentenza solo 311 cause; e, di queste, solo 12 si sono concluse con una condanna. In 14 anni, 12 condanne (1,4% del totale). Al giudizioso lettore, rintracciare eventuali nessi.

                                                                                    gm

domenica 7 luglio 2024

Lo stalker, la mamma e la TV







Lo scorso 4 luglio, durante la sesta Udienza del Processo che mi vede imputato per maltrattamenti verso mia Madre, dopo la produzione di nuova documentazione, si è svolto l'esame del medico di famiglia, Dott.ssa Maria Teresa Zedda, la quale, interrogata dall' Avvocato Michele Capano, ha affermato di non avere mai avuto notizia di “interferenze nella somministrazione dei farmaci” da parte di un familiare. Successivamente, ho avuto finalmente modo di rendere in aula le mie Dichiarazioni spontanee. Tra le altre cose, ho segnalato al Giudice la seguente circostanza:

In una mail personale inviatami il 6.4.2020, l'Avv. Debora Amarugi scrive:

disposizioni per l'assistenza della Sig.ra Concetta Meli
Da:Debora Amarugi 
A:<gigimonello@tiscali.it  >  6.4.2020  h 19.47


Buonasera, la Dott.ssa Soro geriatria dell'A.D.I. ha consigliato di cercare di tenere sveglia la mattina la Signora Concetta Meli e di metterla a letto dopo pranzo per circa un'ora e poi svegliarla e distrarla in modo che non si addormenti davanti alla televisione. Ciò consentirà a Sua madre di riposare di più durante la notte e sempre a questo scopo dovrà essere messa a letto alle 22,30, 22, 45 massimo. Le raccomando ancora una volta di non entrare nella camera da letto dove sua madre riposa insieme alla badante di turno e di non abbassare le serrande nel pomeriggio, considerato che Sua madre deve rimanere sveglia e che le badanti devono occuparsi della medesima e delle faccende domesticheConfido che Vorrà attenersi alle presenti disposizioni e colgo l'occasione per farLe presente che non ho ricevuto il bonifico di 734,00 euro mensili e tantomeno il pagamento della metà delle utenze come da precedente conteggio inviatoLe.

Distinti saluti

L' Ads Debora Amarugi.


In ordine al menzionato bonifico, un più scrupoloso controllo delle carte correnti, avrebbe consentito all'Ads di risparmiare parole:






Quanto al contenuto della mail, starete pensando: dove sta la stranezza? Familiare convivente, ti si potrà pur chiedere di dare una mano. Giustissimo.

Birichinata del caso vuole, però, che 12 giorni prima, cioè il 24.3.2020, la medesima Avvocatessa/Amministratrice abbia - a mezzo Carabinieri - “scritto” anche alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, concludendo la sua "lettera" come segue:





Come dire, Sig. Stalker matricolato, nonché “pericolo mortale” in circolazione, in attesa che mi riesca di farla sloggiare, visto che si trova sul posto, veda di distrarmela davanti alla TV.

Bisogna convenire che in tutta questa vicenda, se non ci fosse da versare lacrime amare - per me e per la Concetta Meli di cui sopra -, non mancherebbero i motivi per ridere.



                                                                             Gigi Monello