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CITACONCLUSIONI
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CITA
Gigi Monello
A Gesù Cristo riuscì
una volta il miracolo di trasformare l'acqua in vino; alla Procura di Cagliari
quello di trasformare gli accudimenti in maltrattamenti. Ma forse, qui, sarebbe
meglio parlare di magia nera.
“Ritenuto che sia stata
raggiunta la prova della penale responsabilità dell’imputato, si chiedono,
riconosciute le attenuanti generiche, due anni di reclusione”. Così recita il
Certo fa un po’ sensazione, dopo 40 anni di onorato servizio nei Licei dello Stato, sentire associati proprio nome e cognome alla galera. Ma tant’è, il bello del mondo è la sua imprevedibilità (e qualche masochista aggiunge, “la sua incomprensibilità”). Un giorno dell’autunno 1940, Winston Churchill disse: “Per loro grande fortuna – altrimenti la vita sarebbe intollerabile – gli esseri umani non possono prevedere il corso degli eventi nel lungo termine”. Aveva ragione. Sebbene anche nel breve ci sarebbero conseguenze. Sapessimo in anticipo chi vince la partita, chi comprerebbe più biglietti per lo stadio?
Dopo il PM ha parlato
per un’ora il mio avvocato, Michele Capano, del foro di Salerno (un po’ complicato, per un “locale”, affrontare rogne di questo genere). Il solido quadro probatorio
di cui a febbraio
In Caserma, la cosa
deve essere più che balenata. Per 18 volte i principali accusatori
(Avvocatessa-Amministratrice denunciante e congiunti associati) ripetono che vorrebbero “far tornare Lei”; e - qualora non si fosse capito - apertamente aggiungono che
questo è impossibile “se c’è Lui”. Il giovane Maresciallo dei
Carabinieri delegato alle indagini, verosimilmente sente le sue narici
“attinte” da distinta puzza di falso: strano questo attempato maltrattante che
passa la notte sveglio chiedendo - quando la sente lamentarsi - il cambio del
panno alla madre; curiosi questa denunciante e associati (non meno attempati)
che ardentemente perorano la causa della licenziata. E così relaziona al PM, “Per
quanto concerne il fattore vessazioni,
violenze, prevaricazioni, imposizioni, si comunica che le persone escusse
non hanno indicato particolari fatti degni di nota in quanto i comportamenti di
Monello Pier Luigi si esplicitano nell’essere invasivo nei confronti del lavoro
delle badanti e particolarmente ossessionato dal cambio del pannolone anche
quindici volte a notte, così come riferito dai sommari informatori”. Riportati
i pannoloni cambiati al meno spettacolare numero medio di sei a notte (tutti
richiesti dalla “bagnata” sotto diuretico, a gran voce e ripetutamente), direi
che il lineare Maresciallo lascia intendere che lui, nella sostanza, “nulla
trova”. Ma, evidentemente, di
magia nera nulla sa.
Il minimo della pena ex art. 572 c.p., ha detto il PM; che equivale a tre anni (il massimo è sette). Ma stante il fatto che sono avanti con gli anni, le “generiche” me le possono dare; dunque solo anni due; che significa che c’ho la condizionale. Una bontà che sono ben lungi dal meritare.
Ottava e ultima udienza fissata per il 20 febbraio 2025. Storia iniziata nel 2020. La fine? Imprevedibile.
per una sintesi dei fatti:
https://www.youtube.com/watch?v=HNK2gI6EUkw
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Il torto più grave del Sig. Lorenzo è il celibato; la sua scalogna più nera, dei vicini simpaticoni; la sua sfiga più surreale, vivere in uno Stato dove da vent'anni esiste quell' impagabile cosina chiamata Amministrazione di sostegno (Ads). 71 anni, pensionato, alle spalle una carriera di netturbino, il sig. Lorenzo non si sposa (capita), e dopo una lunga vita trascorsa con la madre in un paese sulle colline di Alessandria, ad un certo punto resta solo; niente moglie, figli o fratelli (capita anche questo). C'è però qualche "bene al sole": una dignitosa casetta con annesso pezzo di terra dove si dedica alla sua passione: il giardinaggio. Da due anni è sotto amministrazione di sostegno. Succede che i vicini confinanti lo segnalino come “persona problematica” ai servizi sociali del Comune, e che questi “girino” la pratica al Giudice tutelare (GT), che trova giusto nominare un avvocato che amministri. Scende la notte: una persona sino al giorno prima perfettamente libera, si ritrova incatenata. Del caso si è recentemente occupata una trasmissione mediaset, che ha fornito interessanti dettagli. Nel Decreto di nomina dell'Ads, il GT del Tribunale di Alessandria con tono sacramentale spiega di adottare il provvedimento avendo “(…) ritenuto che ricorrano i presupposti per la nomina di un Amministratore di sostegno a tempo indeterminato, dal momento che il beneficiario è nell'impossibilità di provvedere a se stesso e ai propri interessi a causa di deterioramento cognitivo e lieve demenza (...)”. Il giornalista mediaset incontra e fa parlare l'interessato: a sentirlo, nessun segno di perdita nelle facoltà mentali. A dicembre 2023, deciso a reagire e assistito da un legale, Lorenzo chiede alla sua Asl di venire sottoposto a perizia psichiatrica. Risultato: lucido, tranquillo, appaiono conservate attenzione, concentrazione e capacità di giudizio; unica segnalazione un disturbo dell'umore (cosa per capire la quale, basta guardare in TV un qualsiasi talk show). Sostanzialmente “nella norma”, dunque. Come usava dire anni fa un conduttore televisivo, "la domanda sorge spontanea": prima di nominare un 'tutore', il Giudice tutelare ha parlato con il Sig. Lorenzo? Si suppone, ovviamente, di sì. Ed ha, anche, per caso, disposto una perizia psichiatrica che certificasse il sopra citato deterioramento? Durante l'intero arco della trasmissione (una buona mezz'ora) non balena la benché minima traccia di un simile accertamento. Eppure è ragionevole pensare che, se fosse esistito, il reporter ne avrebbe parlato. Eppure nulla. Possibile? Possibile che un Giudice della Repubblica “marchi a fuoco” un suo concittadino con la qualifica di "soggetto incapace di provvedere a se stesso", sulla sola base di un colloquio, nel corso di un'udienza in tribunale? Colloquio nato da una segnalazione dei servizi sociali a loro volta messi in moto da dei vicini di casa? Stentiamo a crederlo. Eppure altri casi già noti, inducono a pensare che le cose possano essere andate così.

Distinti saluti
L' Ads Debora Amarugi.