sabato 7 febbraio 2026

Pericoloso, ma non troppo


 
Il 3 dicembre u.s. un PM del Tribunale di Cagliari mi ha avvisato di avere chiesto l'archiviazione della mia denuncia (110 pp. e 43 allegati) contro l'Avv. Debora Amarugi e soggetti collegati. Nelle motivazioni (2 pp.) il PM spiega che, chi mi ha denunciato non aveva consapevolezza della mia innocenza e, avendo agito in buona fede, non ha commesso calunnia.

Nessuna nuova indagine, nessuna ricerca di riscontri, neppure un vago accenno al principale elemento probatorio segnalato, cioè al fatto che, dopo averlo denunciato (25.3.20) chiedendone l'urgente allontanamento (è un pericolo financo per la vita di sua madre), l'Avvocatessa mantiene in vigore, nei 4 mesi successivi, un sistema di assistenza che prevede che per cinque giorni alla settimana l'anziana resti affidata - per un'ora e mezza - al solo figlio convivente; quello da allontanare. Non modifica, cioè, di una virgola i turni delle badanti, onde evitare il persistere di questo “buco”; e dorme placidissimi sonni sino al 21.7.20, quando un' Ordinanza del Tribunale le risolve l'impiccio.

Ora, delle due l'una: o l'allarme è vero, e allora non ci può essere l'affidamento; o l'affidamento c'è stato, e allora l'allarme è un “falso” (voluto e deliberato). Era possibile acquisire prove circa questa specifica circostanza?

Certamente sì:
1) esiste documentazione scritta, prodotta e firmata dall'Avvocato Amarugi, che ne prova la realtà.
2) l'audizione delle due menzionate badanti avrebbe potuto confermarla.

Come si possa affermare che nella condotta di chi mi denunciò, non ci sia stato dolo, è cosa che lascia stupiti. A meno che non si voglia pensare ad una... “pericolosità ad ore”.

Naturalmente questa vistosa illogicità (non è la sola) venne portata a conoscenza del PM che 5 anni fa indagò su di me (Memoria difensiva del settembre '20); e, ancora prima, segnalata al Tribunale del Riesame (Ricorso del luglio '20). Ma nessuno si incuriosì. Anzi. Rigettando, a febbraio '21, una istanza di revoca della misura cautelare, il Gip che l'aveva emessa, asserisce categorico: “(…) a carico del Monello esiste un solido quadro probatorio”.
Tanto solido che il 7.11.'23, il PM della quarta udienza (otto udienze, sette PM diversi), trovandosi di fronte i testi-chiave dell'accusa (due badanti), si alza e dice testualmente, “Non ho interesse ad interrogarle, consegno il fascicolo al Giudice”.
La prova si forma in aula nel contraddittorio tra le parti, affermano Codice e Costituzione. Abbiamo – parrebbe  il “processo all'americana”. Ma, per una volta che il quadro è talmente solido da permetterci di risparmiare tempo...
Il vuoto spinto del 7 novembre '23 non crea alcun imbarazzo al PM del 19 dicembre '24 (settima udienza), che infatti - a sua volta - si alza e recita la canonica formula, “Essendo stata raggiunta la prova della penale responsabilità dell'imputato, applicate le attenuanti generiche, si chiedono anni due di detenzione”.
A questo punto, il normalissimo uomo del bar stranisce; e avvezzo per natura a ragionare come la maggioranza dei mortali, si chiede, “Raggiunta quando?”.

Per chiudere, due domande; tanto lecite quanto semplici: chi era il PM che cinque anni fa indagò su di me, si convinse della mia colpevolezza, chiese che venissi separato da mia madre - nell'ultimo anno della sua esistenza -, giudicò irrilevante il buco temporale di cui sopra, ignorò il secondo fine (pressoché dichiarato) della nobile azione, non tenne conto delle testimonianze a mio favore (due altre badanti), e, infine, chiese e ottenne il mio rinvio a giudizio? Nicoletta Mari.
Chi è stato il PM che ha esaminato la mia denuncia contro Debora Amarugi, giudicato irrilevante la ricordata illogicità temporale, ritenuto in buona fede Avvocatessa e collegati e infine chiesto l'archiviazione della mia iniziativa? Nicoletta Mari.

Al gentile lettore trarre una conclusione.


PS: in data 22.12.25 il mio legale ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione.

domenica 30 novembre 2025

Il potere del Lysoform medical (ovvero, quando lo schifo è troppo grande)


 



Certo, esistono le coincidenze; gli scherzi della statistica. Tutto è statistica, avverte qualche fissato della scienza: gioco, combinazione, incastro; persino la vita sulla terra (dunque, noi) sarebbe una botta di fortuna; l'aggregarsi di fortunatissime coincidenze; talvolta impensabili: se, ad esempio, non ci fosse stato il mangiatore di comete Giove, chissà come sarebbe finita; chissà se sarebbe iniziata.

Venerdì scorso ho incontrato al bar un'amica; abbiamo parlato della mia storia tribunalizia e l'ho informata di un dettaglio che non conosceva: tre badanti avevano sottoscritto dichiarazioni “spontanee” (identiche) contro di me, allegate poi dalla Amministratrice di sostegno alla denuncia. Quando poi, però, le tre vennero sentite dai Carabinieri, una confermò; le altre due si tennero molto sul generico e una di loro – Elleffe – arrivò persino a dire che, sebbene il figlio fosse di “disturbo”, agiva “con spirito e intenti protettivi nei confronti dell'anziana madre”. Con l'amica, siamo dovuti arrivare alla medesima conclusione: quando lo schifo è troppo grande, scatta qualcosa; e la persona integra non riesce a non far passare qualcosa della verità.

Alle 11.30 ho lasciato l'amica e ho deciso di sbrigare una faccenduola domestica: non avendo trovato lysoform medical – sapete, quel disinfettante verde profumato – nel supermercato vicino, volevo provare più lontano. Primo market, nulla. Guardo l'orologio: ce ne è un altro a circa 500 m; sono solo cinque minuti; ci vado. Sto per attraversare per raggiungere l'ingresso, quando il destino bussa alla porta, “Signor Gigi!”. Una cinquantenne ben vestita, occhiali di marca, viso latino; sulle prime non capisco chi sia; istintivamente penso alla madre di qualche alunno, conosciuta ai colloqui. Ne sono passate in trent'anni di scuola karalitana... Poi guardo meglio; la scuola non c'entra, è Elleffe, molto dimagrita; la badante, quella dello “spirito protettivo”; è stata da noi per 16 mesi, gli ultimi due dei quali, senza me in casa. Questo incontro è tutto suo; ce l'avevo alle spalle: poteva tirare dritto. Parliamo per pochi minuti: “Sua madre la cercava ogni giorno. Il suo pensiero era sempre 'Gigi, Gigi'”. La ringrazio; due parole su sua figlia; ci salutiamo. Dunque, quello che avevo sempre immaginato, è avvenuto. Non entro nel market: rimando l'acquisto.

In una sua Relazione al Giudice tutelare, del 26/2/2021, l'Avvocato Debora Amarugi, vantandosi di avere “centrato l'obiettivo” della sua funzione di Amministratrice, così, a pag. 13, scrive, “Riferiscono infatti le badanti e la Sig.ra Maria Laura Monello che nella quotidianità la Sig.ra Meli non chiede notizie del figlio Pier Luigi (...)”.

C'è un posto ultra-mondano dove simili porcherie si pagano? Non lo sappiamo. E ci ha insegnato un pensatore tedesco di fine settecento - un finto-algido - che, come le giri e giri, questioni di questo tipo restano in bilico. Meglio rassegnarsi. Ciononostante, come dimostra quel, “Signor Gigi!” di Elleffe, pare che non sia necessario risolvere altissimi enigmi, per “sentire” un valore morale. Presentimento di qualcosa di “sacro”? Chissà.

Ma tu guarda la combinazione: avessero avuto disinfettante verde nel primo supermercato, non avrei incontrato Elleffe.

lunedì 15 settembre 2025

DEONTOLOGIA





Dopo la denuncia per calunnia e reati collegati, presentata il 21.7. u.s. alla Procura di Cagliari (vedi post precedente), oggi 15.9.25, tramite il mio legale Avv. Capano, ho, con circostanziato esposto (ne mostro la ricevuta), segnalato all'Ordine degli Avvocati di Cagliari la condotta posta in essere dall'Avv. Debora Amarugi tra ottobre 2019 e luglio 2021, nella sua qualità di Amministratrice di sostegno di mia Madre Concetta Meli.

All'Organo di disciplina dell'Avvocatura cagliaritana stabilire se l'Avvocato Amarugi ha - come io ritengo - o meno, recato una lesione all'onore della sua Categoria.
     

martedì 22 luglio 2025

Cinque anni dopo


Cadendo con troppa facilità nella trappola di un esposto in cui gli si rappresentava l'urgenza di un intervento diretto a proteggere mia Madre dal pericolo che io sarei stato per Lei, una PM e un GIP del Tribunale di Cagliari hanno, esattamente 5 anni fa, brutalmente troncato un importantissimo (e reciproco) legame affettivo, allontanandomi dalla casa di famiglia. 

Un coacervo caotico di accuse prive di rilievo penale, e solo diretto a far percepire l'anziana in uno stato di imminente pericolo dovuto alla presenza di un convivente pressoché seminfermo di mente, è stato preso sul serio, ignorando invece la sua coglibilissima strumentalità ad un secondo fine (la mia uscita come condizione per il rientro - regolarmente avvenuto - di una badante da me licenziata).

La sentenza che il 20.2.2025 mi ha assolto, non solo stabilisce che "il fatto non sussiste", ma - eloquentemente - richiama più volte l'esistenza di un forte conflitto tra fratelli e tra il sottoscritto e l'Amministratrice di sostegno.

A distanza di 5 anni da quella violenza subita, ho presentato (ne mostro la ricevuta) circostanziata querela per calunnia contro l'Avvocato Debora Amarugi; e, per concorso nello stesso reato, contro Maria Laura Monello, Sebastiano Monello e Olena Nikitiuk (badante). Alla Procura della Repubblica di Cagliari, la parola.

giovedì 20 febbraio 2025

La parola torni ai Magistrati


 

Il giorno 25.3.2020, nella piena consapevolezza di stare andando ad accusare un innocente, l'Avv. Debora Amarugi ha, nella sua qualità di Amministratore di sostegno, sporto denuncia contro di me per maltrattamenti verso mia madre. 
Presentandomi come un “pericolo per la vita” dell’amministrata, ha pertanto chiesto all' Autorità Giudiziaria di allontanarmi “in via d'urgenza” dalla casa di famiglia.

Sebbene le “prove” fossero costituite da una equivoca varietà di fatti nei quali riusciva problematico riconoscere un illecito penale (tanto che il Carabiniere delegato alle indagini relaziona alla Procura di non trovare condotte che integrino il reato), un PM e un Gip hanno dato credito alle accuse e, in data 21.7.2020, è stato disposto ed eseguito il mio allontanamento.

Durante l'Interrogatorio di garanzia, il citato Gip, in presenza dei due miei legali di allora, pronuncia le seguenti, testuali parole,

Certo, sono provvedimenti sgradevoli… non è detto che in futuro non si possa modificare...

Con ciò dando un presupposto logico alla supposizione che egli stesso non sia pienamente convinto della decisione presa (quale altra possibile interpretazione?).

La misura cautelare applicatami (pari a quella inflitta al marito violento giunto al terzo episodio di percosse alla moglie) ha crudelmente stroncato un rapporto affettivo durato un'intera vita (ero figlio celibe convivente), privando mia Madre della mia presenza proprio nell'ultimo anno della sua vita; cioè quando massimo era il bisogno di avere accanto un familiare (ho potuto incontrarla per 3 h e sotto vigilanza). Mia madre ha passato l'ultimo anno della sua esistenza in compagnia di due estranee, una delle quali da Lei detestata
Una memorabile brutalità.

Oggi, 20.2.2025, il Giudice del Dibattimento Antonella Useli Bacchitta, dopo tre anni e otto udienze, ha cancellato quanto imbastito dalla denunciante e avallato dagli Inquirenti tra marzo e luglio 2020, sentenziando che “il fatto non sussiste”.

Oggi posso meglio ribadire quanto più volte affermato, e cioè che l'Avvocato Amarugi ha mentito sapendo di mentire; e ha, attraverso le sue menzogne, attuato il piano - concordato con mia sorella Maria Laura e mio fratello Sebastiano - di reintegrare nel ruolo di badante convivente la sig.ra Maria Irene Pumarayme; una assistente scelta da mia sorella e da me successivamente licenziata per via delle persistenti doglianze di mia Madre, che ne lamentava la durezza di carattere. 
Per ben 18 volte, nelle carte delle indagini, l'auspicio di questo reintegro ricorre nelle parole dei tre accusatori.

Il pomeriggio del 21.7.2020 ho dovuto abbandonare - senza una parola di spiegazione - mia Madre. 

Mi sono chiesto (e ancora mi chiedo): che idea si sarà fatta della mia improvvisa scomparsa? Quali spiegazioni le saranno state date? Su istruzione, si suppone, del piccolo satrapo amministrante. Che spiegazione, nel suo intimo, si sarà data Lei? Un tradimento? Un raffreddamento? Un calcolo di convenienze? Cosa avrà pensato la notte del 21 luglio 2020, non vedendomi comparire per il consueto commiato notturno?

L’artefice dello sconcio appena narrato (e partners), verosimilmente immaginava che paura, vergogna ed economia, avrebbero prodotto il consueto risultato: oblio e silenzio.
Avrà memoria e clamore.

Ho dato mandato all'Avvocato Michele Capano di presentare denuncia contro Debora Amarugi per il reato di calunnia e di avviare una causa civile per il risarcimento del danno.

Per la seconda volta mi metto nelle mani della Magistratura cagliaritana. 
Per la seconda volta chiedo Verità e Giustizia.

 

                                                                                 Gigi Monello