Mentre attendo (da 6 mesi) che l’Ufficio Gip del Tribunale di Cagliari fissi l’udienza relativa alla opposizione all’archiviazione della mia denuncia contro Debora Amarugi (vedi post precedente); e attendo altresì (qui i mesi sono 9) che il Consiglio di Disciplina dell’Avvocatura cagliaritana si pronunci circa il mio esposto contro il medesimo soggetto, in data 1.7. u.s., attraverso l’Avv. Michele Capano, ho depositato, in sede civile, atto di citazione per danni.
Riporto conclusioni e ricevuta dell’avvenuto deposito.
(…)
CITALa Sig.ra AMARUGI DEBORA, nata a Grosseto il 01.07.1956 (C.F. MRGDBR56L41E202H), con domicilio digitale risultante dal Registro INI-PEC all’indirizzo *************************
a comparire innanzi al Tribunale di Cagliari, nella sua nota sede di Cagliari, all’udienza che si terrà il giorno 24/12/2026, con l’invito a costituirsi nel termine di settanta (70) giorni prima dell’udienza indicata, ai sensi e nelle forme di cui all’art. 166 c.p.c., con l’avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine comporterà le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c., che la difesa tecnica mediante avvocato è obbligatoria in tutti i giudizi davanti al Tribunale, fatta eccezione per i casi previsti dall’art. 86 c.p.c. o da leggi speciali, che la parte, sussistendone i presupposti di legge, può presentare istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e che, in caso di mancata costituzione, si procederà in sua legittima contumacia, per ivi sentir accogliere le seguenti
CONCLUSIONI
Tutto ciò premesso, il Sig. Pierluigi Monello, come sopra rappresentato e difeso, chiede che l’Ill.mo Tribunale adito voglia:
Accertare e dichiarare la responsabilità civile della convenuta Avv. Debora Amarugi ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c., per avere posto in essere condotte consistenti nella proposizione di denuncia e nella reiterazione di accuse consapevolmente false e diffamatorie ai danni dell’attore;
Per l’effetto, condannare la convenuta al risarcimento di tutti i danni subiti dall’attore, e in particolare:
- danno patrimoniale, quantificato in Euro 13.594,87 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia);
- danno non patrimoniale da lesione del rapporto familiare e affettivo, quantificato in Euro 246.393,00 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia, anche in via equitativa);
- danno alla reputazione personale e professionale, quantificato in Euro 11.750,00 – 23.498,00 (o nella diversa somma ritenuta di giustizia, anche in via equitativa);
- condannare altresì la convenuta al risarcimento del maggior danno eventualmente accertato in corso di causa, anche in via equitativa ex art. 1226 c.c.;
Si dichiara che il valore della presente controversia è superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00, con conseguente obbligo di versamento del contributo unificato pari ad € 759,00
Preannuncio che in caso di esito a me favorevole, fatto salvo il recupero delle spese legali, devolverò in beneficenza quanto dovessi ricevere.
Durante questa lunga vicenda (si è superato il lustro), è successo che diversi amici e conoscenti abbiano fatto un commento divenuto per me canonico, “Io avrei lasciato perdere”. Volendo sotto-intendere un, “C’hai pensato bene? Spese, tempo, energia, stress, esiti incerti. È cosa di buon senso?”.
Ho sempre risposto loro che i prevaricatori a mezzo avventurosa frode, quando programmano le loro azioni, esattamente questo calcolano: il tuo “buon senso”.


NON LASCIAR PERDERE!
RispondiEliminaesattamente per la motivazione che hai citato.
I tempi saranno lunghi ma alla fine la spunterai.
Altrimenti tutto quello che hai fatto, sarà servito a poco.
certo, Silvio, è così, è un impegno che trascende ogni considerazione materiale.
EliminaSpero sia fatta giustizia !!!! E non aggiungo altro 😱
RispondiEliminaGrazie.
EliminaComunque, Trovo assurdo e profondamente ingiusto, non abbiano fatto un processo per Calunnia nei confronti di tale avvocata Amarugi Debora.
RispondiEliminae trovo ancora più strano che il CDD de l ordine degli avvocati di Cagliari non abbia sanzionato la stessa per la sua palese condotta scorretta.
Si deve intervenire con censure o meglio radiazione in questi casi
la questione penale e quella disciplinare restano "aperte".
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